[SPECIALE] The Amazing Spider-Man: un reboot “stupefacente”

Chi di voi è cresciuto a pane e Uomo Ragno aspettava da una vita una “riduzione cinematografica” sul personaggio. Non bastavano più i tanti (ottimi) cartoni animati e le vecchie serie tv. Una trasposizione del fumetto di Stan Lee Steve Ditko era ben accetta. Nel 2002 il sogno divenne realtà con l’uscita di Spider-Man diretto da Sam Raimi.

Non era perfetto, aveva numerosi stravolgimenti (Mary Jane come prima ragazza rispetto a Gwen, un passaggio temporale da ragazzo ad adulto forzato per via del casting di un non giovanissimo Tobey Maguire, ragnatele organiche rispetto ai ben più fedeli spararagnatele…) eppure era bello. Appassionava. Era il nostro amichevole Spider-Man di quartiere finalmente al cinema. Ben due sequel dopo (Spider-Man 2 scritto in maniera ottima seppur una rivisitazione forzata del fumetto e Spider-Man 3, decisamente pessimo), i fans di tutto il mondo speravano in un quarto capitolo. Che non ci sarebbe mai stato.

Causa una produzione a lungo rimandata e una sceneggiatura che non convinceva Raimi perchè, a detta sua, “gli toglieva la libertà creativa” (Raimi voleva l’Avvoltoio come villain, nuovo editore del Daily Bugle, e padre di Felicia Hardy che sarebbe diventata la Donna Avvoltoio e avrebbe combattuto il supereroe mascherato che, nel frattempo, diventato padre di famiglia e marito di Mary Jane, finiva per lasciare questi due per amare Felicia e abbandonare il costume di Spidey per sempre). I produttori, cosi, decisero di abbandonare l’idea del quarto film per realizzare quello che avrebbero voluto fare da tempo: un reboot molto più fedele al fumetto originale e che seguisse la storia più o meno fedelmente.

Scritto da James Vanderbilt, un fan del fumetto da anni, e diretto da Marc Webb, il regista dell’acclamato [500] Giorni InsiemeThe Amazing Spider-Man iniziò a vedere la luce. A cominciare dal casting azzeccatissimo: i giovani Andrew Garfield Emma Stone nei panni di Peter Parker Gwen Stacy. E, finalmente, un villain a lungo richiesto dai fans: Lizard, le cui fattezze sono di Rhys Ifans.

Con una sceneggiatura molto più fedele e un protagonista totalmente in parte, The Amazing Spider-Man si preannunciava come un reboot “stupefacente” in grado di trasporre fedelmente il fumetto di Lee&Ditko con una spruzzata di Ultimate (un mix tipico dei film Marvel negli ultimi anni). Una formula perfetta che ha dato i suoi frutti: le recensioni sono piuttosto positive e, superato il problema “amo Sam Raimi e Tobey Maguire alla follia”, può anche piacere. Tutto sta nel liberare la mente e accettare il film per quello che è: un reboot. Stavolta, fedele al fumetto.

Articolo a cura di Fabioisanhero

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