The Amazing Spider-Man: parlano i protagonisti, nel film ci sono easter eggs

I protagonisti di The Amazing Spider-Man ci parlano della loro esperienza sul set del film e delle loro sensazioni. Andrew Garfield ne parla con FlickandBits :

 Peter Parker è particolarmente portato alle responsabilità che vengono nell’avere i suoi poteri, in quanto lui ha quell’eroico, morale istinto prima di avere i poteri. Come è stato interpretare questo lato del personaggio ?

Si. Peter Parker è un eroe, non un supereroe. E’ già una persona con dei principi prima che il ragno lo morde. Dopodichè, una volta ottenuto il potere lo usa solo se sa che è giusto. E quando ero più giovane, a volte mi sentivo intrappolato nella mia stessa pelle, ma penso che tutti abbiamo avuto questo periodo. Ecco perché questo personaggio, Peter Parker/Spider-Man, è il più popolare di tutti i supereroi: lui è universale, unisce le persone. Il motivo di Spider-Man significa tanto, anche per me e per tutti significa molto: lui è un simbolo, una persona imperfetta nel modo in cui siamo tutti imperfetti, ma cerca di fare ciò che è giusto e lotta per le persone che non possono difendersi da soli. E’ sconvolgente che lo rappresenti – e credetemi, io sono solo il tizio in tuta. Sono onorato di interpretarlo, ma Spider-Man appartiene a tutti.

L’interpretazione di un personaggio molto amato e venerato porta le sue sfide, ma poi hai dovuto fare anche le scene d’azione. Quale lato tra Peter Parker e Spider-Man hai trovato più impegnativo ?

Le scene d’azione sono state divertenti perché mi sentivo così al sicuro grazie a Andy Armstrong e a tutto il team di stunt, erano così incoraggianti e mi hanno trattato come uno di loro. Questo è ciò che si apprezza, quando ci si sente parte di una comunità e parte di una tribù che sta lavorando per lo stesso obiettivo. Questo è quello che ho sentito per questi ragazzi. Così nel film le scene d’azione non sono state la cosa più difficile. Penso che le scene più difficili sono state per me quelle dove usciva fuori la storia di Peter, sai? […] Bisogna assicurarsi che tutti i sentimenti e le caratteristiche del personaggio nonchè i conflitti interiori siano rappresentati in modo equilibrato ma intenso. Inoltre, anche il lato leggero del personaggio mi importava davvero di rappresentare – sono tutte caratteristiche di Peter Parker, volevo raggiungere questo obiettivo. Questa era la sfida più grande.

C’è il rapporto molto interessante tra Peter Parker e il Dr. Curt Connors nel film, che cambia ….

Si. L’idea era che si tratta di un ragazzo in cerca di suo padre e che finisce per trovare se stesso. Nel processo, troverà un padre surrogato, in un uomo che era amico di suo padre, che ha le stesse qualità di suo padre, che esalta le qualità di Peter che non venivano espresse o permesse, così inizia ad sentirsi più sicuro – come il suo essere brillante nel campo della scienza e la sua intelligenza. Comincia a trovare un posto per sè nella Oscorp vicino a questo dottore, un genio brillante, che è Curt Connors. Comincia a sentirsi approvato in un modo mai sentito prima. E questa è una bella cosa per un orfano. Ma poi, naturalmente, le cose non vanno secondo i piani e perde il padre surrogato che cede al lato oscuro. Poi Peter Parker diventa il padre di se stesso, deve diventare il padre non solo per risparmiare Curt Connors, ma anche per salvare la città. L’idea era l’iniziale ricerca di un padre per un orfano, alla fine diventa lui il padre di una città intera. Credo che sia un bellissimo percorso.

Qual è stato il tuo approccio al film, che cosa vuoi che alla rimanga alla gente?

Quello che volevo dal film era l’umorismo e la gioia di Peter Parker e Spider-Man, e la resistenza di un orfano. Non volevo farlo sentire una vittima, a mio parere. Gli orfani sono più resistenti di tutte le persone, volevo che avesse una corazza. Ha un nucleo di bene, che è quello che è sempre stato. Ha impulsi eroici senza essere un eroe, prima ancora di avere i poteri. […]

Al NYDailyNews, invece parlano tutti i protagonisti :

 In una scena mi sono dovuto bagnare, e non abbiamo capito che l’acqua nella maschera rendeva impossibile per me respirare. Cosi mi sono sentito un pò soffocare, per fortuna mi ha aiutato Andy Armstrong. (Andrew Garfield)

Il ragazzo (Garfield) è un tipo grintoso. Ha douto fare un lavoro emotivamente molto intenso, e quando il set era pieno di fiamme, lui ci è andato in mezzo. (Martin Sheen)

Qualsiasi storia che induce la gente a bruciare i propri fumetti e annullare le proprie sottoscrizioni è una storia a cui voglio prendere parte. Ma io penso che la storia di Gwen è davvero incredibile. Chissà se verrà mai raccontata, ma spero che lo si farà. (Emma Stone)

E’ un villain molto umano, anche se diventa un rettile di 9 piedi. Lui non è classico villian che vuole conquistare il mondo. Lui vuole aiutarlo.[…] (Rhys Ifans)

C’erano un sacco di storie da raccontare. Ma non sapevamo rispondere alla domanda che ci avete fatto per 12 anni. ‘Cosa sente Peter ?’ Sam ci ha detto ‘Ragazzi, ho finito. Ho raccontato la mia storia’. Cosi ci siamo guardati in giro (Matt Tolmach – produttore

E’ stato terrificante. Hai questa idea del personaggio. E l’attore deve esprimere sia la drammicità di una tragedia, ma anche ironia e sarcasmo. E sopratutto deve esprimere la fisicità di un adolescente. Andrew stava mangiando un cheeseburger, e sorprendentemente aveva la postura di un adolescente. In quel momento ho capito che tutto sarebbe andato bene. (Marc Webb – regista)

Inoltre il montatore del film, Alan Edward, ha consigliato ai fans di tenere gli occhi aperti per numerosi easter eggs sull’universo del personaggio.

The Amazing Spider-Man è il reboot dedicato all’arrampicamuri della Marvel. Diretto da Marc Webb ([500] Giorni Insieme), questo nuovo inizio vede Peter Parker (Andrew Garfield) morso dal ragno che gli darà i poteri e lo metterà contro il suo mentore, Curt Connors (Rhys Ifans), tramutatosi nel letale Lizard. Esce a luglio 2012.

Articolo a cura di Anthony Stark.

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