Il Cinefumettaro Rivisita: Iron Man 2 (2010, di Jon Favreau)


Ritorna Il Cinefumettaro Rivisita, iperapprezzata rubrica dove il Cinefumettaro in persona – alias Fabioisanhero – rivisita un cinefumetto del passato, fornendone una recensione con pro e contro; la rubrica viene postata due volte a settimana. Questo è il ventinovesimo appuntamento. Per vedere tutta la scaletta dei cinefumetti che il Cinefumettaro rivisiterà basta cliccare qui.

IRON MAN 2
(2010, di Jon Favreau)

Due anni dopo il successo inaspettato di Iron Man, i Marvel Studios decidono di replicare con un sequel adrenalinico e ancor più grande del primo sulla carta. Ma facciamo un passo indietro. Dopo il successo del primo film e il discreto successo de L’incredibile Hulk, i Marvel Studios si trovano a dover ridefinire le date di film come Thor, Captain America – Il Primo Vendicatore e il crossover The Avengers spostando qua e là e, in pratica, posticipando i titoli al 2011 e al 2012. Nel programma dello studio ci sono due grossi buchi: il primo è il 2009, impossibile da coprire non avendo nulla di pronto, e il 2010 occupato precariamente dall’Ant-Man di Edgar Wright. Quando Wright è costretto a posticipare Ant-Man per occuparsi di Scott Pilgrim vs. The World come da contratto, la Marvel corre ai ripari, richiama la squadra e sforna il sequel in fretta e furia.

“La gatta frettolosa fece i figli ciechi”, si dice, e mai detto fu più azzeccato in un contesto simile. Iron Man 2 dimostra come avere un cast spettacolare e una crew ottima sulla carta non dia il risultato sperato sempre e comunque. Colpevole una sceneggiatura (scritta da Justin Theroux) con troppa carne al fuoco, il sequel risulta davvero difficile da inquadrare e, soprattutto, fa restare l’amaro in bocca a fine visione. Jon Favreau ce la mette tutta per replicarsi, con poco tempo a disposizione, ma fallisce vittima di un tempo strettissimo e un film scombinato che dovrebbe fungere da sequel ma anche da pre-film sui Vendicatori.

Persino il buon Robert Downey Jr. risulta eccessivo, a volte giggionando in modo estremo, rendendo il tutto indigesto. Non l’aiutano i comprimari: Gwyneth Paltrow è una macchietta, Don Cheadle (qui chiamato a sostituire Terrence Howard) anonimo, Scarlett Johansson scritta male, Samuel L. Jackson con uno spazio misero. Non parliamo, poi, del villain interpretato da Mickey Rourke: scritto male, sicuramente vittima di un montaggio tiranno, è davvero pessimo. Chi salva baracche e baracconi è, in extremis, Sam Rockwell: nonostante il suo Justin Hammer sia lontano anni luce dalla controparte cartacea, tenta di andare dietro all’istrionico Downey Jr., giggioneggia quando può, ci mette del suo, si diverte e diverte, nonostante a volte risulti troppo sopra le righe.

Non ci siamo proprio. Non è un film da buttare e qualche sequenza è anche ottima se presa a sè stante ma l’idea generale è che ci si ritrovi dinanzi ad uno strampalato tentativo di mixare un sequel con un lunghissimo prequel al film dei Vendicatori. Peccato perchè le idee c’erano tutte e, sviluppandole meglio (soprattutto i villains), poteva divenire anche memorabile. Non un film da buttare, per carità, ma un bel passo indietro rispetto al primo favoloso episodio. Un’occasione sprecata.

PRO:

  • Effetti speciali;
  • Alcune sequenze;
  • Sam Rockwell;
  • Robert Downey Jr. è comunque Robert Downey Jr.

CONTRO:

  • I villains;
  • Il Cast;
  • La sceneggiatura incasinata.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Sam Rockwell era in corsa per il ruolo di Tony Stark prima delle riprese del primo film;
  • Mickey Rourke ha passato delle giornate in prigione in Russia per prepararsi al ruolo;
  • Inizialmente Al Pacino fu considerato per il ruolo di Justin Hammer, prima che i produttori decisero di rendere il personaggio più “giovane” rispetto alla controparte cartacea;
  • Samuel L. Jackson firmò un multi-contratto di nove film in occasione delle riprese di questo film. Prima della firma ci furono seri problemi e Jackson stava per abbandonare il ruolo di Nick Fury;
  • Viene citata la Oracle, compagnia di proprietà di Namor nel fumetto;
  • Alcuni camei: Elon Musk, Bill O’Reilly e Christiane Amanpour interpretano loro stessi in alcune sequenze brevi;
  • Fu Robert Downey Jr. a consigliare a Jon Favreau lo sceneggiatore Justin Theroux, con cui aveva lavorato in Tropic Thunder;
  • Stan Lee e il suo cameo: viene scambiato per Larry King da Tony all’uscita della Stark Expo;
  • Whiplash è l’unione dei personaggi WhiplashDinamo Cremisi;
  • Il padre di Ivan Vanko si chiama Anton Vanko, come l’alter ego di Dinamo Cremisi. Inoltre Vanko usa il “nome falso” di B. Turgenev, secondo alter ego del villain;
  • Viene citata Maria, la madre di Tony;
  • Inizialmente fu contattata per il rulo della Vedova Nera l’attrice Emily Blunt ma questa fu costretta a rinunciare per impegni presi in precedenza;
  • Quando Fury e Stark parlano sul finale dell’iniziativa Vendicatori è possibile vedere una mappa con numerose locazioni di personaggi della Marvel;
  • Vari camei: Kate Mara interpreta uno sceriffo federale, Olivia Munn interpreta Chess Roberts, Margy Moore dà il volto a Bambi Arbogast;
  • Don Cheadle ha sostituito Terrence Howard. Quest’ultimo è stato licenziato dopo aver avuto divergenze sul compenso con lo studio;
  • Nel diario personale di Howard Stark appaiono degli studi riguardanti il Tesseract alias il Cubo Cosmico;
  • Dopo i titoli di coda c’è una scena con protagonista Clark Gregg alias l’agente Coulson e il martello di ThorMjolnir;
  • Durante una delle sequenze finali appare alla tv un servizio riguardante la battaglia al campus vista ne L’incredibile Hulk;
  • Seth Green appare di sfuggita alla Stark Expo;
  • Howard Stark, qui interpretato da John Slattery, viene definito come uno dei membri fondatori dello S.H.I.E.L.D.; 
  • Jessica Biel, Gemma Arterton, Natalie Portman, Jessica Alba e Angelina Jolie furono prese in considerazione per il ruolo della Vedova Nera;
  • Captain America viene citato ben due volte: appare lo scudo e il fumetto dentro il baule di Howard Stark;
  • Il personaggio di Natasha Romanoff usa il nome di Natalie Rushman come nei fumetti (Nancy Rushman);
  • DJ AM fa un cameo nel film. Il Dj è scomparso improvvisamente poco dopo la fine delle riprese. Il film è dedicato alla sua memoria.

VOTO FINALE?
6.5 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

THOR (Domenica 1° Aprile 2012)

Il Cinefumettaro Rivisita: Iron Man (2008, di Jon Favreau)


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IRON MAN
(2008, di Jon Favreau)

Iron Man…Iron Man…Cosa c’è da dire su Iron Man? Croce e delizia di questo caro vecchio genere del cinefumetto, oserei dire. Da una parte un film riuscito che ha trovato il consenso di critica e fans, dall’altra “la rovina” (passatemi il termine) del genere con un copia-copia generale della formula “Iron Man” da replicare a tutti i costi e inserirla anche quando non serve affatto con scarso successo (Lanterna Verde anyone?). Ma qui stiamo parlando del film come a sè stante e noi procederemo a rivisitarlo…Non che ci sia poi molto da rivisitare!

Perchè, chiederete voi? Semplicemente è un cinefumetto non perfetto ma talmente gradevole da risultare incredibile. La regia di Jon Favreau fa esattamente quello che dovrebbe fare: mettere in risalto il protagonista assoluto del film e narrare una storia più che interessante. Merito anche della sceneggiatura che, nonostante qualche sbavatura, si prende una buona dose di coraggio e analizza in modo ironico alcuni temi attualissimi (tra cui, purtroppo, la lotta al terrorismo). Ma, diciamocela tutta, questo film senza un comparto attori come questo non avrebbe funzionato.

Ed infatti è il cast che porta avanti la pellicola per le due ore di visione. E anche quando l’azione è assente e si passano attraverso lunghe scene di dialogo, tutto è terribilmente interessante e appassionante. Merito di Robert Downey Jr., vera forza trainante del film, unico e probabilmente inimitabile Tony Stark cinematografico che dà al personaggio umanità, ironia, sarcasmo e u intelligenza; degna spalla è Gwyneth Paltrow, qui più “segretaria arguta ma innamorata” che “damigella in pericolo” nei panni di Pepper Potts. Interessante anche la prova di Terrence Howard, se non altro risulta carismatico; molto bene anche Jeff Bridges il cui villain, nonostante sia uno dei personaggi scritti peggio del film, risulta alquanto interessante.

Infatti, al di là degli effetti speciali più che ottimi e di una fotografia interessante, bisognerà pur trovare dei difetti che, ovviamente ci sono. In primis c’è il villain, scritto non molto bene rispetto a tutto il resto, con un combattimento finale che lascia l’amaro in bocca; dopodichè viene la musica che, seppur non bruttissima, non risulta eccelsa come dovrebbe. Peccato.

In definitiva uno dei cinefumetti più apprezzati e interessanti degli ultimi anni, un vero e proprio gioiellino da rivedere e rivedere. Se non altro per la straordinaria prova di Downey Jr. come Stark.

PRO:

  • Robert Downey Jr.;
  • La sceneggiatura;
  • Il cast;
  • Effetti speciali;
  • La regia.

CONTRO:

  • Musica;
  • Villain scritto non molto bene;
  • Combattimento finale deludente.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Jon Favreau avrebbe voluto Rachel McAdams come Pepper Potts ma l’attrice rifiutò il ruolo;
  • Quando la produzione iniziò la sceneggiatura non era completa e molte scene furono improvvisate sul set;
  • Nella versione originale è Paul Bettany a dare la voce a J.A.R.V.I.S.; 
  • Per la regia furono approcciati Quentin Tarantino, Joss Whedon Nick Cassavetes;
  • Ghostface Killah aveva un cameo nel film ma fu tagliato in fase di montaggio;
  • Tom Cruise, Sam Rockwell, Clive Owen, Timothy Olyphant Nicolas Cage furono presi in considerazione per il ruolo principale;
  • Quando Rhodes guarda la Mark II e dice “la prossima volta” è una chiara citazione al suo futuro da War Machine;
  • Il regista Jon Favreau interpreta il piccolo ruolo di Happy Hogan, guardia del corpo di Stark;
  • Citazioni dal mondo Marvel: oltre alla presenza dello S.H.I.E.L.D., appare lo scudo di Captain America sullo sfondo, gli aerei sono chiamati Whiplash (come il nemico di Iron Man 2), il personaggio di Raza è chiamato in questo modo per omaggiare un personaggio dello stesso nome, verso la fine appare il logo della Roxxon e vengono citati i Dieci Anelli;
  • Mark Millar, Brian Bendis, Joe Quesada, Tom Brevoort, Axel Alonzo e Ralph Macchio hanno supervisionato la sceneggiatura;
  • Vari camei nel film: il produttore Peter Billingsley interpreta uno degli ingegneri al soldo di Obadiah Stane, Tom Morello ha un piccolo cameo come una guardia e Jim Cramer interpreta sè stesso;
  • Inizialmente Iron Monger doveva essere il villain del secondo film con il Mandarino come villain del primo ma Favreau decise di rettificare tutto e rendere Iron Monger il villain del primo;
  • Stan Lee ha il suo consueto cameo: viene scambiato per Hugh Hefner;
  • Nei fumetti Christine Everhart è una giornalista del Daily Bugle, nel film è di Vanity Fair;
  • Dopo i titoli di coda appare Nick Fury, interpretato da Samuel L. Jackson, che lo introduce all’iniziativa Vendicatori. Questo fu il primo passo verso il crossover The Avengers.

VOTO FINALE?
8 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

IRON MAN 2 (Lunedi 19 Marzo 2012)

Il Cinefumettaro Rivisita: Ghost Rider (2007, di Mark Steven Johnson)


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GHOST RIDER
(2007, di Mark Steven Johnson)

Ci sono quei personaggi che hanno quella marcia in più sin dal fumetto. Che vuol dire “marcia in più”? Hanno una storia abbastanza interessante, dei personaggi che danno possibilità di sviluppare caratterizzazioni piacevoli e, anche e soprattutto, hanno un look che li rende visivamente accattivanti. Ghost Rider è uno di questi. Storia sentita numerose volte (l’uomo che fa il patto con il diavolo e riceve una maledizione in cambio che usa contro di lui alla fine), personaggi interessanti (l’antieroe maledetto è sempre il più affascinante, ammettiamolo) ma soprattutto ha un look che parla da solo: giacca di pelle, catena, teschio infuocato al posto della faccia, moto infernale. Un’arsenale da spavento. Con un personaggio del genere hai solo due scelte: o ti affidi ad un film solo effetti speciali che intrattiene dall’inizio alla fine ma con la storia banale di sempre oppure, oltre agli effetti visivi, scrivi qualcosa d’interessante. Questo film su Ghost Rider non è nè l’uno nè l’altro.

Non so cosa abbia costretto Mark Steven Johnson a scartare la non strepitosa ma comunque buona sceneggiatura di David S. Goyer in favore della sua ma di certo non ha giovato alla pellicola. La storia banale c’è e rimane ma è anche tutto il resto che scarseggia: combattimenti ridotti all’osso, villains scritti in malomodo, humor inserito a forza e violenza (non per forza deve esserci ma da Ghost Rider uno si aspetta un minimo di violenza) inesistente. Ma, soprattutto, gli effetti visivi non sono all’altezza, per nulla.

Il cast non aiuta certamente. E ci ritroviamo un Nicolas Cage ridotto a fare Johnny Blaze come se fosse una macchietta di un film umoristico di serie B; Eva Mendes è bella e basta e Wes Bentley, il villain Blackheart, è senza infamia e senza lode e, ancor peggio, senza il look del fumetto. Cosa ci facciano Peter Fonda Sam Elliott nel film è ancora un dubbio amletico che mi porto dietro da anni ormai: il primo interpreta una versione edulcorata di quello che dovrebbe essere il Mephisto della Marvel, il secondo passa da un cinefumetto ottimo come l’Hulk di Ang Lee a questa robaccia senza sapere il perchè.

Tra effettini e battute simpatiche ma niente più, il film giunge al termine con una battaglia finale non lunghissima ma nemmeno corta che ha il pregio, almeno, di risvegliare il sonno che fino a quell’ora ha attaccato gli spettatori. Ghost Rider rimane ad oggi un pallido tentativo di fare un film “cool” e di ritrovarsi in mano un film che è tutto il contrario con tanto di scene d’azione non interessanti e un humor troppo di serie B. Peccato.

PRO:

  • Sam Elliott fa il suo lavoro egregiamente;
  • Il combattimento finale non è male;
  • La moto infernale è ottima.

CONTRO:

  • Cast non all’altezza;
  • Sceneggiatura piatta;
  • Effetti visivi non eccelsi.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Nicolas Cage è un fan sfegatato del fumetto tanto da avere un tatuaggio del personaggio su una spalla. Tatuaggio coperto poi dalla produzione con il trucco;
  • Il personaggio del Custode fu unito a quello di Phantom Rider, che non ha collegamenti nel fumetto con Ghost Rider;
  • Nel finale Blackheart pronuncia una frase in cui si proclama Legione. E’ un verso della Bibbia;
  • Il videogame a cui giocano nel film, incentrato su Johnny Blaze, è in realtà Crusty Demons;
  • Nicolas Cage ha scritto alcune parti della sceneggiatura;
  • Eric Bana fu preso in considerazione per il ruolo principale prima di Nicolas Cage;
  • Per finanziare la scena d’azione con Ghost Rider contro l’elicottero il regista ha messo i suoi soldi e per completarla ha fatto in modo di rimandare la data di uscita del film (prevista per il 2006)  al 2007;
  • Jon Voight era in trattative per interpretare Mephisto nel film nonchè produttore della pellicola;
  • Johnny Depp era interessato al ruolo di Johnny Blaze ma fu scartato;
  • L’incidente che ha Johnny Blaze in moto è ispirato a quello reale di Evel Knievel;
  • Il film è uscito in home video in versione estesa con qualche minuto inedito al cinema.

 VOTO FINALE?
5.5 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

IRON MAN (Domenica 4 Marzo 2012)

Il Cinefumettaro Rivisita: Man-Thing: La Natura del Terrore (2005, di Brett Leonard)


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MAN-THING: LA NATURA DEL TERRORE
(2005, di Brett Leonard)

Se fai un film tratto da un fumetto sbattendotene apertamente del fumetto dal quale è tratto ti metti contro tutti i fans. E’ vero che non tutto ciò che funziona su carta funziona su schermo, per carità. Ma un conto è cambiare qualcosina, un conto è stravolgere completamente l’opera originale dal quale è tratto. I realizzatori di Man-Thing, sottotitolato La Natura del terrore, dovevano capirlo sin da subito. Non riesco nemmeno a pensare (e capire, in secondo luogo) la Marvel qualora avesse approvato la sceneggiatura di questa schifezza. Perchè del fumetto Marvel dal quale è tratto ne è rimasto poco. Anzi niente.

Ma alla fine il regista Brett Leonard lo sapeva. Almeno spero per lui. Ritrovarsi in un test screening della tua pellicola e vedere metà pubblico abbandonare la sala prima della fine del film non dev’essere confortante. Ma non oso nemmeno immaginare se si sia reso conto, in sala di montaggio almeno, di quello che aveva appena realizzato. Certo, filmettini cosi, quasi da serie B, non hanno sceneggiature da Oscar ma questo Man-Thing non ne ha nemmeno una degna di un filmettino di serie Z : dialoghi banalissimi, scene con zero suspence e personaggi caratterizzati quanto il wc di casa mia. Gli interpreti non risollevano di certo la mediocrità assoluta della pellicola: sembra quasi che stiano recitando da cani con proposito, tanto per affossare ancora di più una pellicola destinata al cestino.

Un film con una regia piatta e banale, scene girate con zero suspence e dove per un ora non accade nulla. Mostrare dei cadaveri smembrati e realizzati in modo interessante, non risolleva il tutto. Non risolleva la banalità della pellicola e la lentezza unica di una pellicola in cui per un ora si vedono tizi che cercano il nulla in mezzo alla palude con spaventi (ma nemmeno tanto) ogni mezz’ora. E Man-Thing? Ah già, è un film su di lui. Beh, prendete in mano i fumetti del personaggio. Sapete lui è uno scienziato che, a contatto con la palude e una riproduzione del siero che creò Captain America, divenne questo mostro chiamato Man-Thing che spaventava (e bruciava) i cattivoni, un “super”eroe in pratica. Nel film tutto ciò non esiste e nonostante qualche citazione stupida, il personaggio viene trattato come villain del film. Non appare per niente (praticamente solo sul finale) e, nonostante fatto bene, è troppo poco.

Destinato alle sale cinematografiche ma poi mandato in onda solo in tv per poi finire sugli scaffali home video di film serie B, questo Man-Thing: la natura del terrore è il film più banale e insulso che io abbia mai visto. Noioso fino alla morte e pressochè infedele al fumetto d’origine, mi costringe a darvi questo suggerimento: è meglio che vi rileggete il fumetto piuttosto che guardiate quest’oscenità.

PRO:

  • Effetti visivi buoni.
  • Man-Thing è realizzato bene.
  • Fotografia buona.

CONTRO:

  • Tutto il resto.

    QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:
  •  Il film è stato prodotto con l’intento di essere distribuito al cinema. Fu però mandato in onda in tv per poi essere distribuito in home video;
  • Durante il test screening del film metà del pubblico lasciò la sala prima della fine del film;
  • I personaggi di Steve Gerber Mike Ploog si chiamano in questo modo in onore ai fumettisti che hanno contribuito alle storie a fumetti del personaggio della Marvel;
  • Brett Leonard, il regista, ha un piccolo ruolo nel film: Val Mayerik, chiamato in questo modo in onore al creatore del personaggio.

VOTO FINALE?
 2 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

SPAWN (2012)

Il Cinefumettaro Rivisita: The Punisher – Il Vendicatore (1989, di Mark Goldblatt)


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THE PUNISHER – IL VENDICATORE
(1989, di Mark Goldblatt)

Punisher è, probabilmente, uno di quegli eroi dei fumetti Marvel ad aver avuto più adattamenti cinematografici uno slegato dall’altro. L’antieroe è uno dei più famosi dell’universo della casa editrice di Spider-Man & Co.: nel corso degli anni ha avuto miniserie, graphic-novel, videogames, gadgets, merchandise e, nella metà degli anni ’90, ben tre serie regolari mensili una affiancata all’altra. Era un personaggio diverso dagli altri supereroi Marvel, un antieroe violento e spietato. Sicuramente molto più cinematografico.

E’ quello che deve aver pensato Mark Goldblatt, pensando che bastava un pò di sangue, di sparatorie e un attore con la faccia di marmo giusta per fare un film perfetto. Niente di più sbagliato. Il film è chiaramente figlio degli anni in cui è stato fatto, gli anni ottanta, dove il personaggio nei fumetti era spietato, si, ma molto stilizzato. Non è una scusante, però, in quanto erano già uscite delle saghe importanti sul personaggio che ne tratteggiavano il lato drammatico e oscuro senza problemi. Cosa che il film non fa assolutamente, accenna qua e là, dando spazio all’azione.

Non a caso il protagonista è Dolph Lundgren, con tinta nera fatta per l’occasione (per ricordare il personaggio dei fumetti), un Frank Castle monoespressivo che spara e uccide i criminali senza batter ciglio e si lascia ad alcune improbabili battutine ad effetto (nella versione italiana, “Chi ti ha mandato?” “L’Uomo Ragno”). Per carità la sua interpretazione non è malvagia e se alla fine della pellicola è l’unico attore che ti ricordi di tutto il film è già tanto. Gli fa da degna spalla Louis Gossett Jr. come Berkovitz. Stendiamo un velo pietoso su villains e presunti tali.

La pellicola è un susseguirsi di azione e violenza che dovrebbero far la gioia dei fans ma che invece hanno l’effetto contrario, quello di un B-Movie senza pretese. Almeno The Punisher del 2004 (rivisitato da noi qui) tratteggiava un Castle molto più profondo e persino il Punisher – Zona Di Guerra del 2008 (rivisitato da noi qui), molto più vicino al film di Goldblatt rispetto alla versione del 2004, dava spazio al dramma di Castle e a dialoghi meglio scritti. Ripeto: nessuna scusante. Sarà anche datato 1989 ma, alla fine, Batman di Tim Burton (rivisitato da noi qui), uscito lo stesso anno, è fatto molto meglio in tutto.

Quello che risulta è che questo Il Vendicatore (chiamato cosi in Italia, stupidamente, nonostante poi per tutto il film si ripete il verbo “punire”) è un prodotto di cassetta, destinato ad una visione con amici per farsi due risate. Il destino, alla fine, non lo aiutò: uscito al cinema, non fu apprezzato nè dal pubblico generalista nè dai fans che lo detestarono tanto da spingere lo studio a ritirarlo e distribuirlo in home video da lì a poco. Eh, ma dovevano prevederlo. Passi la sceneggiatura mediocre, una regia piatta e un azione da B-Movie ma non puoi pretendere di fare un film di Punisher senza avere il personaggio indossare la maglietta con il teschio. Se non lo fai, condanni da solo il film al flop. Guarda caso, lo è stato.

PRO:

  • Dolph Lundgren è sempre Dolph Lundgren;
  • Azione comunque divertente.

CONTRO:

  • Tutto il resto.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Punisher non indossa la maglietta con il teschio dei fumetti. Questa fu una delle cose più criticate dai fans all’uscita;
  • Il teschio appare, comunque, sui pugnali usati dal protagonista;
  • Il personaggio non usa mai due volte la stessa arma. Durante il film abbandona sempre le armi appena usate;
  • Durante un flash-back le figlie di Castle hanno un pigiama di Spider-Man;
  • Dolph Lundgren scrisse da solo i monologhi iniziali e finali del film;
  • Le scene d’azione furono improvvisate per renderle più realistiche;
  • Esiste una versione estesa.

VOTO FINALE?
 6 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

MAN-THING: LA NATURA DEL TERRORE (16 Novembre 2011)

Il Cinefumettaro Rivisita: Fantastic Four (1994, di Oley Sassone)


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THE FANTASTIC FOUR
(1994, di Oley Sassone)

Se dico “Fantastici 4” e “cinema” il 99% della popolazione mondiale mi risponderà “ah si, i film con Jessica Alba!”. Eh si, quei film datati 2005 e 2007 che noi abbiamo rivisitato (qui il primo episodio, qui il secondo). Quello che molti non sanno è che il quartetto più famoso dei fumetti della Marvel aveva già un film nella sua filmografia, datato 1994. Già, 1994, avete letto bene. Ma qui la domanda sorge spontanea: se un film è stato girato, perchè non lo abbiamo mai visto al cinema, in home video o in tv? La risposta potrebbe stupirvi.

Tra un film di Superman e uno di Batman, gli studi cinematografici erano pronti a saccheggiare già all’epoca i fumetti per tramutarli in film. La Dc Comics, come abbiamo già detto, era già riuscita a portare i due eroi più importanti della sua libreria (appunto Batman e Superman) in pellicole di successo ma la Marvel assolutamente no. Erano già state fatte delle “prove” ma con scarsissimo successo. Questo non fermò, però, gli studi cinematografici che si accaparrarono in fretta e furia i diritti di tutti i personaggi viventi della Marvel. Tra cui i Fantastici 4. Troppo famosi per farseli scappare via, ma troppo difficili per portarli al cinema. Alla fine del 1992, inizio 1993, nessun film entrò in produzione e lo studio stava per perdere i diritti sui personaggi. Cosi il colpo di genio: “facciamo un film in fretta e furia”. Quello che il cast e la crew non sapevano, però, è che quel film non sarebbe mai uscito al cinema, nè venduto in home video. Ma nemmeno trasmesso in tv! Sarebbe stato girato, mostrato alla Marvel per dire “ehi, abbiamo fatto un film, quindi i diritti ce li teniamo” e poi distrutto. Un film girato per non uscire. Peccato che una copia piratata riuscì a girare tra i fans, divenendo un cult immediato.

La cosa buffa di questo “non-film” di Oley Sassone è di quanto sia molto meglio del film “ufficiale” del 2005. Togliamo qualche scivolone e qualche trovata antiquata, questo film batte 10 a 0 il film del 2005. A cominciare dal cast: Alex Hyde-White è più Mr. Fantastic di quanto lo sia stato Ioan Gruffudd, stessa cosa per la Donna Invisibile di Rebecca Staab. Simpatico e in parte anche Jay Underwood come Torcia Umana. Persino Joseph Culp come Dottor Destino batte 10 a 0 il Destino del 2005. E questo film ha un pregio ancor più grande: esser riuscito a tratteggiare un personaggio come Alicia Masters (il cui volto è di Kat Green) decisamente meglio rispetto ai film del 2005 e del 2007.

Chi risulta meno “decente” (rispetto alla versione di Tim Story) è la Cosa interpretata da Carl Ciarfalio (quando è tramutato) e da Michael Bailey Smith (quando è semplicemente Ben Grimm). Il fatto che ci troviamo nel 1994 e, soprattutto, in un film a low-budget ha decisamente distrutto questo personaggio, ora un pupazzone di gomma di carnevale. Peccato. E peccato per il sub-plot con il Gioielliere (interpretato da Ian Trigger), ispirato all’Uomo Talpa dei fumetti, ma voluto fortemente per imitare il personaggio del Pinguino di Batman – Il Ritorno: un personaggio non interessante e messo lì a caso.

Peccato anche per gli effetti speciali stile Commodore davvero orridi. E’ vero: ci troviamo nel 1994. Ma nel 1994 furono prodotti anche Il Corvo e The Mask (per rimanere in tema cinefumetti) e avevano degli effetti visivi migliori di quelli che sono presenti in questa pellicola. Al contrario i costumi retrò sono molto più fedeli di quelli di Tim Story e la musica è davvero ottima.

Essere Tim Story non dev’essere facile. Hai un budget enorme per fare un film sui Fantastici 4 e ti ritrovi preso in giro dai fans di tutto il mondo perchè una pellicola a low budget, datata 1994, e girata per non esser mai distribuita è fatta molto meglio del tuo kolossal. Perchè si, sei riuscirete a recuperare questo film rimarrete piacevolmente stupiti. Non è un capolavoro ma è molto meglio del film con Jessica Alba!

PRO:

  • Fedele al fumetto;
  • Attori in parte;
  • Musica ottima.

CONTRO:

  • Effetti visivi pessimi;
  • La Cosa “gommosa”;
  • Il personaggio del Gioielliere.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Il film fu girato con l’intenzione di non esser distribuito, solo per mantenere i diritti sui personaggi;
  • Stan Lee, Oley Sassone e il produttore Roger Corman confermarono la versione del film girato senza dover esser distribuito (ashcan copy);
  • Il cast fu “illuso” per mesi: non sapendo che il film a cui avevano partecipato non sarebbe mai uscito, il cast partecipò comunque a speciali e rilasciò interviste per promuovere quest’attesissima pellicola sul quartetto della Marvel.

VOTO FINALE?
6.5 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

THE PUNISHER – IL VENDICATORE (11 Novembre 2011)

Il Cinefumettaro Rivisita: Hellboy: The Golden Army (2008, di Guillermo Del Toro)


Ritorna Il Cinefumettaro Rivisita, iperapprezzata rubrica dove il Cinefumettaro in persona – alias Fabioisanhero – rivisita un cinefumetto del passato, fornendone una recensione con pro e contro; la rubrica viene postata non solo la domenica ma più volte nel corso della settimana. Questo è il ventiduesimo appuntamento. Per vedere tutta la scaletta dei cinefumetti che il Cinefumettaro rivisiterà basta cliccare qui.

HELLBOY: THE GOLDEN ARMY
(2008, di Guillermo Del Toro)

Dopo il successo del primo Hellboy (che abbiamo rivisitato qui), era chiaro che un sequel sarebbe stato fatto. Lo studio (la Columbia Pictures) pianificò di girare un secondo ed un terzo film insieme per poi distribuirli uno a distanza di poco tempo dall’altro. Poi il cambio di rotta: la Columbia uscì dal progetto e la Universal acquistò i diritti di distribuzione. Guillermo Del Toro si mise subito all’opera sul sequel.

Diversamente dal precedente episodio questo sequel è un film molto più interessante, ritmato e non privo di invenzioni gustose. Liberi dalle origini dei personaggi e dalle presentazioni dei vari protagonisti, Del Toro riesce a dirigere un film molto più fluido e, sinceramente, molto più affascinante. Ovviamente il protagonista interpretato da Ron Perlman è un punto a favore del film: Perlman è Hellboy ed è giusto cosi. Gli altri personaggi (su tutti l’Abe Sapien di Doug Jones e la Liz di Selma Blair) sono ottimi e non sono solo di contorno bensì hanno una loro storyline e una loro evoluzione interessante.

Ottima aggiunta al cast è il Johann Krauss di John Alexander che in simpatia se la batte con Abe e con lo stesso Hellboy; senza infamia e senza lode il personaggio di Anna Walton (la principessa Nuala). Ottimo, invece, rispetto al primo film è il villain: il principe Nuada interpretato da Luke Goss è una delle parti più interessanti dell’intera pellicola. Ma oltre alla storia (molto più coinvolgente) bisogna notare come il film sia interessantissimo anche per via degli effetti speciali superlativi, per il make-up sempre ottimo, le scenografie incredibili e una fotografia eccelsa.

E’ il film definitivo su Hellboy che regala alcuni momenti davvero esilaranti e d’impatto (la scena cantata con Hellboy e Abe su tutti). In attesa di un terzo capitolo che, purtroppo, chissà quando verrà realizzato.

PRO:

  • Tutto.

CONTRO:

  • Niente in particolare.
    QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:
  • Per dirigere il sequel, Del Toro rinunciò a girare Io sono leggenda Harry Potter e il principe mezzosangue;
  • Ron Perlman rifiutò il ruolo di Piccolo in Dragonball: Evolution per girare questa pellicola;
  • In una sequenza è presente la figlia di Perlman, Blake Perlman;
  • La frase “Mi succhi il mio ectoplasmico schwanzstucker!” è un omaggio al film Frankenstein Junior.

VOTO FINALE?
9 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

FANTASTIC FOUR (7 Novembre 2011)

Il Cinefumettaro Rivisita: Blade: Trinity (2004, di David S. Goyer)


Ritorna Il Cinefumettaro Rivisita, iperapprezzata rubrica dove il Cinefumettaro in persona – alias Fabioisanhero – rivisita un cinefumetto del passato, fornendone una recensione con pro e contro; la rubrica viene postata non solo la domenica ma più volte nel corso della settimana. Questo è il ventesimo appuntamento. Per vedere tutta la scaletta dei cinefumetti che il Cinefumettaro rivisiterà basta cliccare qui.

BLADE: TRINITY
(2004, di David S. Goyer)

Cambiare regista in un franchise è ormai una routine. Sono pochi i franchise che arrivano al terzo episodio con lo stesso regista del primo film, per non parlare dei possibili quarti-quinti-sesti episodi. Nel caso di Blade il regista è cambiato tre volte. Tre film, tre registi. E’ chiaro che ogni regista abbia un’idea, un’impronta, una visione del personaggio diversa dall’altro. Stephen Norrington aveva una visione del personaggio molto più violenta e piena d’azione mentre Guillermo Del Toro aveva una visione più dark e gotica. David S. Goyer si era ritrovato quasi per caso regista del terzo film. Sceneggiatore di tutti e tre i film avrebbe potuto amalgamare la visione dei due precedenti cineasti; invece cosa fa? La sua regia è videoclippara, con tanto di musica sparata a palla e montaggio iper-ritmato per renderlo mai banale.

La sceneggiatura non aiuta. E’ come se Goyer avesse esaurito le idee (quelle buone) e avesse detto “ok, rendiamo tutto caotico e pessimo”. Nei fumetti della Marvel i Nightstalkers esistono ma se li vuoi proprio inserire in un film cerca di dare una spiegazione logica; invece quel che risulta è che il gruppo sia stato inserito più per promuovere la pellicola a livello di marketing e sfruttarli per un possibile spin-off (che, grazie al cielo, non è mai accaduto). La stanchezza di Wesley Snipes inizia a farsi sentire ed è visibile che non crede per nulla al film, alla storia, al progetto ma lo fa solo per soldi e per contratti stipulati in precedenza; vedere poi Kris Kristofferson a.k.a. Whistler morire nuovamente fa solo sorridere piuttosto che piangere.

Il resto del cast…Non aiuta!!! Jessica Biel come Abigail pensa solo a rendersi una macchietta odiosa, Parker Posey come “vampira cattiva dalla vagina dentata” è la caricatura di sè stessa, Triple H è irritante. Stendiamo un velo pietoso sul Dracula di Dominic Purcell: imbarazzante. Si salva in extremis l’Hannibal King di Ryan Reynolds: nonostante sia lontano anni luce dalla controparte cartacea, fa sorridere e rende meno noiosa la visione.

Un film decisamente brutto, che si salva qua e là in alcuni momenti per l’azione e per l’ironia che pervade l’intera pellicola. Ma che è un passo indietro rispetto ai predecessori.

PRO:

  • Ryan Reynolds;
  • Azione interessante.
    CONTRO:
  •  Tutto il resto.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Nel film appare il fumetto di Tomb Of Dracula, fumetto della Marvel in cui appare per la prima volta Blade;
  • Il personaggio di Abigail ha sostituito quello “fumettistico” di Rachel Van Helsing;
  • Nel film si parla più volte la lingua esperanto;
  • In origine il personaggio di Blade e Abigail dovevano fare sesso ma la scena è stata tagliata;
  • Un personaggio del film, Hedges, indossa la maglietta di altri eroi della Marvel, i Fantastici 4;
  • Il direttore della fotografia Gabriel Beristain ha un piccolo cameo nel film;
  • Dopo i titoli di coda c’è una breve sequenza;
  • Due i finali alternativi: uno prevedeva il risveglio di Blade divenuto “cattivo”, l’altro prevedeva i Nightstalkers a caccia di un lupo mannaro;
  • Del film esiste una versione estesa in home video.

VOTO FINALE?
6- su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

HELLBOY (2 Novembre 2011)

Il Cinefumettaro Rivisita: I Fantastici 4 & Silver Surfer (2007, di Tim Story)


Dopo il successo ottenuto dalla rubrica, il Cinefumettaro in persona – alias Fabioisanhero – ha deciso di rivisitare un cinefumetto del passato, fornendone una recensione con pro e contro, non solo la domenica ma più volte nel corso della settimana. Questo è il quattordicesimo appuntamento. Per vedere tutta la scaletta dei cinefumetti che il Cinefumettaro rivisiterà basta cliccare qui.

I FANTASTICI 4 & SILVER SURFER
(2007, di Tim Story)

Il primo capitolo (che ho rivisitato qui) non era un granchè ma nonostante ciò era godibile…Nonostante, poi,  si dimenticasse piuttosto in fretta. Insomma uno dei tanti filmettini scialbi usa e getta. Ma ha incassato abbastanza da far decidere alla Fox di proseguire con il franchise e produrre un secondo capitolo. Alla fine una seconda opportunità non si nega a nessuno e liberi dal narrare la storia delle origini, si può ampiamente narrare una storia intrigante dal primo minuto di pellicola. E sulla carta c’era.

I Fantastici 4 & Silver Surfer (ma il titolo originale è Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer) rappresenta un passo in avanti rispetto al precedente per un pò di cose ma anche tanti passi indietro rispetto al predecessore. Tim Story, il regista, decisamente conosce i personaggi dei fumetti Marvel ma non li sa applicare su schermo. Complice anche una sceneggiatura scritta in maniera decisamente orribile e che mette in risalto solo le tante stupide gags e battute che già non funzionavano alla grande nel primo film. Personaggi stereotipati (lo scienziato nerd, la bella intelligente, il figo, il mostro) che non hanno un minimo di spessore; penso al personaggio della Cosa, nuovamente interpretato da Michael Chiklis: nel primo film uno dei personaggi meglio tratteggiati, nel secondo film rimane anonimo. Infatti tutto sembra forzato, come se il film fosse stato fatto perchè costretti a farlo e che non ci fosse assolutamente voglia nel realizzarlo.

Oltre a Chiklis tornano nel cast tutti i membri del precedente film (aggiungerei purtroppo). Cosi abbiamo Ioan Gruffudd che si ritrova a dipingere lo stesso anonimo personaggio del precedente film (che poi Mr. Fantastic nei fumetti è decisamente interessante), Jessica Alba come Donna Invisibile risulta ancor di più un miscasting totale al quale si aggiungono dialoghi imbarazzanti e scene che cercano di mostrare solo il suo sex appeal soffocato dalle “trashissime” lenti azzurre luccicanti e la lunga parrucca bionda (per quanto riguarda il look almeno nel primo film era decente!). Chris Evans è di nuovo il migliore in campo: la sua Torcia Umana buca lo schermo ma, ricordiamolo, solo perchè gli altri personaggi sono scritti piuttosto male. Decisamente pessimo il Dottor Destino di Julian McMahon che, per la seconda volta, dipinge un personaggio piatto e lontano anni luce dalla sua controparte cartacea; senza infamia e senza lode Andre Braugher nel ruolo del generale Hager, Beau Garrett come Frankie Raye (bella si, ma il personaggio dei fumetti è decisamente migliore) e Kerry Washington il cui personaggio (Alicia Masters) è di nuovo vittima di una sceneggiatura banale.

Ma un passo avanti il film lo fa. E lo fa quando c’è Silver Surfer. Il personaggio è scritto in maniera sufficientemente buona da bucare lo schermo e Doug Jones che lo interpreta fa il suo “sporco lavoro” e lo fa bene. Peccato che, quando hai un barlume di speranza di vedere dei personaggi “secondari” scritti bene, ti ritrovi quel Galactus che Galactus non è e che uno si domanda “che cosa si saranno fumati i realizzatori per far tutto ciò?”. Azione misera, dialoghi imbarazzanti, effetti speciali non eccelsi (quelli applicati a Mr. Fantastic poi sono ridicoli!) ed una trama scritta da un bambino di 10 anni non fanno altro che affossare un film dalle premesse ottime.

In definitiva se un terzo film non lo vedremo mai e si parla di reboot un motivo c’è. Il film non è nemmeno il più brutto dei cinefumetti visti fin’ora ma si perde spesso e volentieri in banalità gratuite. Che peccato, soprattutto visto lo sforzo di Jones nel rendere Silver Surfer ottimo. Occasione sprecata.

PRO:

  • Chris Evans come Torcia Umana;
  • Doug Jones come Silver Surfer.

CONTRO:

  • Tutto il resto.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Inizialmente Nick Fury era nel film ma è stato sostituito dal generale Hager quando la Fox non ha ottenuto i diritti del personaggio, in mano ai Marvel Studios;
  • Per il film è stato ridisegnato il Baxter Building e introdotta la Fantasticar;
  • Il dialogo tra Reed e Hager proviene da Ultimate Extinction #2 dove Reed ha lo stesso dialogo con Nick Fury;
  • Tim Story non ha voluto realizzare Galactus come è rappresentato nei fumetti perchè non ha intenzione di avere un “simil-robot” nei suoi film. Nonostante ciò si può intravedere il suo “aspetto reale” in parecchie inquadrature;
  • Nel film Johnny Storm acquisisce dei poteri simili a quelli del Super Skrull;
  • Stan Lee, il co-creatore del fumetto, ha un cameo nel film: è l’invitato al matrimonio chiamato proprio Stan Lee!;
  • Il film è ispirato alla trilogia di Galactus, ai numeri 57-60 dove Destino ruba i poteri di Silver Surfer e ad(“Ultimate Extinction”.

VOTO FINALE?
5.5 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

SPIDER-MAN (5 Agosto 2011)

Il Cinefumettaro Rivisita: Punisher – Zona Di Guerra (2008, di Lexi Alexander)


Dopo il successo ottenuto dalla rubrica, il Cinefumettaro in persona – alias Fabioisanhero – ha deciso di rivisitare un cinefumetto del passato, fornendone una recensione con pro e contro, non solo la domenica ma più volte nel corso della settimana. Questo è l’ottavo appuntamento. Per vedere tutta la scaletta dei cinefumetti che il Cinefumettaro rivisiterà basta cliccare qui.

PUNISHER – ZONA DI GUERRA
(2008, di Lexi Alexander)

Reboot…Reboot…E’ sempre un arma a doppio taglio. Cosa vuol dire, innanzitutto, la parola “reboot”? Parliamo di computer. Se il nostro pc non va più bene e vogliamo riniziare tutto da capo (senza documenti, senza files) che facciamo? Mica buttiamo via il pc! Lo formattiamo. Reboot è una cosa del genere: formattare un film o una serie di film e ricominciare tutto da capo senza attori, registi, sceneggiatori. Ricominciare da zero, reboottare il tutto.

Ormai Hollywood è in piena mania da reboot. Si rebootta qualsiasi film. E Punisher non ha da meno. Nel 2004 uscì The Punisher (l’abbiamo rivisitato qui) e non fu gradito nè dal pubblico nè dai fans; dopo una travagliata pre-produzione, The Punisher 2 fu annullato (ma l’affronteremo meglio nella rubrica I Cinefumetti Perduti). Al suo posto fu prodotto un reboot, Punisher – Zona Di Guerra (Punisher: War Zone). A questo punto bisognerebbe spiegare che di solito un reboot si fa quando un primo film è andato male o qualcosa è andato storto, che si fa? Si prende carta e penna e si capisce cosa non è andato. Cosi da far in modo che il reboot sia il film definitivo su quel personaggio. E quindi sia fatto bene.

Ecco, per Punisher – Zona Di Guerra tutto ciò non è stato fatto. O almeno lo è stato fatto ma in parte. Ai fans non era piaciuta l’ambientazione solare di Tampa? Allora si cambia e ora l’ambientazione è New York. I fans si erano lamentati che il Punisher non uccidesse molto e passasse il tempo a fare strategie e piani? Bene, in questo film Punisher uccide e pure troppo. I fans non avevano minimante apprezzato che i familiari fossero solo una moglie ed un figlio e che fossero uccisi a Puerto Rico? Bene, ora Castle ha una moglie e due bambini e questi vengono uccisi a Central Park. Tutto come nel fumetto della Marvel originale. Ed infatti, in quanto a fedeltà, alzo le mani e posso ritenermi soddisfatto. Il personaggio è centrato, tutto ciò che lo circonda è pienamente centrato. Ma tutto il resto…Non va.

La regista Lexi Alexander cerca di capire il personaggio, farlo empatizzare con il pubblico e ci riesce. Ma poi quando si passa a cose più basilari come l’action o il montaggio non riesce a fare quel che dovrebbe fare. Complice anche una sceneggiatura, rimaneggiata troppo, che non sa dove vuole andare a parare: film d’azione violenta? Film d’azione? Film camp? Film d’azione comico? Non puoi fare un film serio e poi aggiungere vagonate di minchiate come teste che saltano, cannibali che mangiano fegati e schifezze di ogni genere degne da un film gore di serie B (per non parlare dei continui neon piazzati per la città, manco fosse il sequel diretto dei Batman di Schumacher!). Ed è quello che si respira: un film di serie B prodotto in fretta e furia per non perdere i diritti di sfruttamento sul personaggio.

Il film soffre parecchio. Se per una buona ventina di minuti il film riesce a reggere e anche a stupire, dopo la follia prende il sopravvento. Soprattutto a causa di personaggi come Jigsaw (mi rifiuto di chiamarlo Puzzle come nella versione italiana, semmai lo chiamo Mosaico come nei fumetti) interpretato da Dominic West che gigioneggia quando non dovrebbe e fa l’imbecille per tre/quarti di pellicola (why?). Senza contare il Loony Bin Jim di Doug Hutchinson che, seppur sia un personaggio “coraggioso”, è ridotto ad una macchietta infantile che ridacchia senza motivo. Se a tutto questo aggiungi persone come il Martin Soap di Dash Mihok che, seppur centrato, è scritto male e il personaggio di Julie Benz dove lei recita da cani…Beh, fate un pò voi. Non servono a nulla l’apporto di attori come Wayne Knight e Colin Salmon: il film è rovinato già.

Un plauso, però, bisogna farlo: finalmente Castle ha il volto e il fisico giusti. Quelli di Ray Stevenson che rende giustizia al personaggio (almeno a quanto interpretazione) e regala alcuni momenti degni del nome del personaggio (i flash-back, il suo pianto davanti la lapide dei suoi familiari). Troppo poco per un film che nel resto dei minuti ci regala solo stronzate di ogni tipo, sangue a go-go e un combattimento finale che, nonostante non sia da buttare, è talmente idiota da rendere quello di Ghost Rider un capolavoro del genere.

Nonostante ciò continuo a preferirlo al suo “predecessore”. Sarà la fedeltà al fumetto, sarà che Stevenson ci sta da Dio nel ruolo ma questo è il Punisher. Nè più nè meno. O almeno per ora, fino a che qualche regista non gli renda davvero giustizia. Ora bisogna accontentarsi e tra i tanti questo è il migliore, il più fedele. Poi de gustibus.

PRO:

  • Ray Stevenson è The Punisher.
  • Alcuni momenti sono molto buoni.
  • La prima parte è godibile.

CONTRO:

  • I villains sono imbecilli;
  • Troppo gore;
  • Alcune idee sono davvero camp.

QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:

  • Il film è il primo ad uscire con il logo dei Marvel Knights, divisione più matura della Marvel;
  • Tim Bradstreet, famoso copertinista del fumetto, viene omaggiato nel film: il suo cognome dà nome all’hotel dove avviene lo scontro finale;
  • Il film è uscito in america vietato ai minori di 17 anni non accompagnati (R) per via della violenza brutale: si contano, infatti, ben 97 cadaveri nella pellicola!;
  • Durante la produzione e la post-produzione del film uscirono numerosi rumors, poi rivelatesi tutti falsi, che non fecero altro che aumentare l’hype negativo intorno al progetto;
  • Paddy Considine rifiutò il ruolo di Jigsaw spiegando che la sceneggiatura era pessima;
  • Il film, uscito nel dicembre del 2008, a causa di un passaparola negativo, di un marketing sbagliato e una data di uscita infelice ha floppato al botteghino.

VOTO FINALE?
7.5 su 10

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PROSSIMO CINEFUMETTO:

BATMAN FOREVER (28 Luglio 2011)