Ritorna Il Cinefumettaro Rivisita, iperapprezzata rubrica dove il Cinefumettaro in persona – alias Fabioisanhero – rivisita un cinefumetto del passato, fornendone una recensione con pro e contro; la rubrica viene postata due volte a settimana. Questo è il trentunesimo appuntamento. Per vedere tutta la scaletta dei cinefumetti che il Cinefumettaro rivisiterà basta cliccare qui.

CAPTAIN AMERICA – IL PRIMO VENDICATORE
(2011, di Joe Johnston)
Quando vidi Captain America – Il Primo Vendicatore al cinema (per ben due volte) rimasi sorpreso. Era un’avventura retrò interessante. Da quell’ultima visione ne ho dedicate un altro paio a questo cinefumetto (oggi l’ultima) e ora sono pronto a rivisionarlo a mente riposata. Questo film si meritava quell’8 su 10 che gli donai a luglio 2011? Sarà stato il caldo ma, dopo quasi un anno, mi sento di dire che questo film non si merita un 8. No, proprio no. Ho preso un’abbaglio, capita…
Joe Johnston è un’onesto mestierante. Posiziona la cinepresa e dirige, senza chissà quali guizzi, una sceneggiatura
scritta da altri e pensata da altri ancora. Un’avventura retrò interessante, si, ma tirata via. Ma procediamo per gradi. Il film è scritto molto bene ed è avvincente per tutta la prima parte, con qualche piccolo cedimento qua e là, ma nulla da far gridare al “problema”. Il problema, appunto, nasce nella seconda parte, tirata piuttosto via, che, seppur giustificata dalla Marvel (tutto quel che accade nella seconda parte sarà narrato nei prossimi film) nella pellicola stona parecchio. Peccato perchè fino a quel momento tutto il film aveva funzionato.
Chris Evans dà vita ad uno Steve Rogers interessantissimo, recitato in maniera ottima, soprattutto nella parte pre-siero dove viene fuori il personaggio dei fumetti nato molti anni fa. Il suo carisma viene meno quando diventa Captain America a tutti gli effetti nella seconda parte più che per la recitazione proprio per un problema di sceneggiatura. Il film viene portato avanti anche da Hayley Atwell splendida quanto formidabile Peggy Carter nonchè da Tommy Lee Jones nei panni del burbero Chester Phillips. Degni di nota anche Toby Jones come Arnim Zola, Dominic Cooper nei panni di un simpatico Howard Stark e, soprattutto, Stanley Tucci incredibile e profondo come Abraham Erskine. Anonimi gli Howling Commandos mentre risulta interessante la prova di Sebastian Stan come Bucky: uno spin-off o un suo ritorno “invernale” sarebbe molto bello. Non spicca, invece, il Teschio Rosso di Hugo Weaving, purtroppo.
Il film è interessante, con un pizzico di ironia, un bel pò d’azione e persino sentimenti, con una scena che chiude il film, a mio parere, molto buona. Peccato che la seconda parte sia tirata via soprattutto dopo aver visto un’ottima prima (comprensiva della scena dell’USO strepitosa). Speriamo in un secondo capitolo più omogeneo e meno discontinuo.
PRO:
- Buona parte del cast;
- La prima parte;
- La scena dell’USO.
CONTRO:
- Hugo Weaving non ottimo;
- Gli Howling Commandos;
- La seconda parte tirata via.
QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUL FILM:
- In una sequenza appare il fumetto di Captain America, il primo numero per l’esattezza in cui il personaggio
prende a pugni Adolf Hitler. Scena riproposta anche nello spettacolo dell’USO; - Chris Evans ha rifiutato il ruolo per tre volte prima di essere convinto dal regista del film ad accettare;
- Il regista Louis Leterrier era interessato al progetto ma fu ignorato dalla produzione;
- Arnim Zola non appare come nella sua controparte cartacea. Tuttavia, nella sua prima apparizione, viene inquadrato da una lente d’ingrandimento che omaggia il suo look nei fumetti;
- Nel film c’è anche Samuel L. Jackson nei panni di Nick Fury: ha una breve sequenza nel finale;
- Garrett Hedlund, Channing Tatum, Scott Porter, Mike Vogel, Wilson Bethel, John Krasinski, Michael Cassidy, Chace Crawford, Jensen Ackles, Kellan Lutz, Ryan Phillippe e Alexander Skarsgård furono provinati per il ruolo principale;
- Stan Lee ha il suo consueto cameo nel film: è un alto ufficiale dell’esercito;
- Jon Favreau era interessato alla regia del film ma, alla fine, optò per dirigere i due film su Iron Man;
- Alla fine dei titoli di coda c’è un teaser trailer del film The Avengers;
- Alla Stark Expo appare, in esposizione, la Torcia Umana originale;
- Durante la scena della fuga Dum Dum Dugan urla ”Wahoo!“, un grido ricorrente nei fumetti degli Howling Commandos;
- Alice Eve, Gemma Arterton e Keira Knightley furono prese in considerazione per il ruolo di Peggy;
- Amanda Righetti appare sul finale nel piccolo ruolo di un agente dello S.H.I.E.L.D.. Nonostante non sia mai stato rivelato il suo “nome”, i fans pensano che si tratti di Sharon Carter (ma questa è solo una supposizione!).
VOTO FINALE?
7+ su 10
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PROSSIMO CINEFUMETTO:
MEN IN BLACK (Domenica 20 Maggio 2012)

Thor all’infuori del colosso Chris Hemsworth, qui un pò forzato, non scritto nei migliori dei modi ma comunque tanto prepotente ed arrogante quanto simpatico ed innamorato. Risulta anche interessante la prova di Anthony Hopkins come Odino: una vera forza della natura che dà i brividi ogni volta che esilia Thor sulla Terra come se ci si trovasse in una tragedia Shakespeariana. I Tre guerrieri (interpretati da Ray Stevenson, Joshua Dallas, Tadanobu Asano) e Lady Sif (Jaimie Alexander) non fanno molto ma sono protagonisti di una delle scene più interessanti del film. Peccato per il poco sfruttamento di Rene Russo nei panni di Frigga e la poca convinzione che mi trasmette Colm Feore nei panni di Laufey; particolarmente interessante è l’Heimdall di Idris Elba: imponente, uno dei migliori personaggi del film. Ma il migliore, tra i personaggi di Asgard, rimane il Loki di Tom Hiddleston: incredibile, eccelso, spaventoso. Da brividi. Tra i personaggi terrestri c’è poco da fare. Clark Gregg risulta sempre bravo come agente Coulson, Stellan Skarsgard dipinge uno stralunato ma simpatico Erik Selvig, simpatica la Darcy di Kat Dennings mentre rimane anonima, purtroppo, la Jane Foster di Natalie Portman. Peccato.

tra quelli usciti a cavallo tra la fine degli anni ’80 e quelli anni ’90: il Venom di Spider-Man (per cui c’è in corso una disputa su chi sia realmente il creatore) e Spawn.
fumetti Marvel ma che era riuscito ad incassare bene e, soprattutto, ad essere amato dal pubblico, divenendo in poco tempo un cult. Un sequel era d’obbligo.

piuttosto marginale nei suoi fumetti, piuttosto sconosciuto e di genere rispetto a molti altri. Il personaggio in questione era Blade, l’ammazzavampiri. Parlarne ora, nel 2011, in cui il genere vampiresco è stra-abusato (e sinceramente anche un pò “ucciso” dai filmettini tipo Twilight) è ironico; era il 1998 e il genere horror non brillava come negli anni ’80 (l’unico film degno di nota in molti anni era stato Scream nel 1996).
impressionabile. La regia di Stephen Norrington non raggiunge vette incredibili, fa quel che deve fare per non risultare piatta e banale. Il film si regge, però, solo sugli interpreti mai cosi in parte: Wesley Snipes è Blade. Nè più nè meno. Kris Kristofferson riesce a fornire una prova incredibile ed empatica nel ruolo del mentore, Whistler. Risulta ottimo anche il Diacono Frost tratteggiato da un “mai cosi cattivo” Stephen Dorff. Gli altri, più o meno, fanno solo da contorno a questi tre “colossi” che si sfidano a colpi d’”azione”.
della Dc Comics, anche dai bambini. O meglio: lo hanno voluto loro. Non si realizzano serie animate e action figures di film pensati per un pubblico adulto, direi di no. Quindi è ovvio che se, invece, realizzi tutte queste cose per bimbi vuol dire che ci marci sopra e che sai che questi film sono visti anche da bambini. E qui si ritorna all’inizio: due film dark e gotici sono adatti per bambini? Quei bambini che ti portano soldi? Qualcuno alla dirigenza dello studio deve aver pensato di no e dunque ha deciso di cambiare le carte in tavola.